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Domus de Janas, un anno dal riconoscimento UNESCO

A un anno dal riconoscimento UNESCO del sito seriale “Le domus de janas”, avvenuto il 12 luglio 2025, la Direzione regionale Musei nazionali Sardegna ha partecipato con la sua dirigente Melissa Ricetti agli eventi organizzati per celebrare l’importante ricorrenza. Le celebrazioni hanno consentito di fare un primo bilancio sui progetti in corso.

Il Ministero della Cultura, attraverso il Grande Progetto Beni Culturali, ha assegnato cinque milioni di euro per lo scavo, il restauro e la valorizzazione dei 26 siti inseriti nella tentative list UNESCO.

Il finanziamento, nel primo anno e mezzo di lavori, grazie all’efficace azione dell’architetta responsabile Patrizia Luciana Tomassetti, ha consentito l’affidamento di numerosi incarichi di rilievo, indagini e progettazione per un importo superiore al milione di euro. Tali incarichi sono necessari per avere un quadro completo di conoscenza dei beni e individuare con precisione gli interventi più appropriati e definire le successive fasi progettuali. Tra le attività già programmate sono previsti scavi archeologici, consolidamenti strutturali, restauri, valorizzazione e messa in sicurezza dei percorsi di visita dei siti già fruibili.

Tra le novità, il progetto partito dalla Necropoli di Anghelu Ruju ad Alghero, una visita digitale immersiva in Realtà virtuale, fruibile mediante un visore cardboard VR personale e sostenibile. Il percorso permette la visita immersiva delle 38 tombe del sito attraverso un supporto realizzato in cartone e con la possibilità di utilizzare il proprio smartphone. Si tratta di un progetto pilota con possibili futuri sviluppi, che ha riscontrato un grande interesse presso i partecipanti agli eventi del 14 e il 15 luglio a Sassari e Alghero in occasione delle celebrazioni del primo anniversario del riconoscimento, organizzate dal CeSim.

Dopo questa una prima fase di lavori, gli interventi sui 26 siti della tentative list proseguiranno secondo standard di sicurezza e accessibilità in linea con le direttive ministeriali e dell’UNESCO, operando in sinergia con i progetti portati avanti dalle altre amministrazioni e dagli altri Istituti del Ministero della Cultura. La cooperazione interistituzionale rappresenta un fattore chiave dei progetti legati alle Domus de Janas. L’iscrizione al Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ha determinato la creazione di in un vero e proprio laboratorio di collaborazione tra istituzioni, inaugurando un modello virtuoso di governance condivisa. Grazie alle importanti risorse stanziate sia a livello nazionale che regionale, si è consolidata un’efficace cooperazione tra il Ministero della Cultura, la Regione Autonoma della Sardegna, il CeSim e le amministrazioni locali, fondamentale per la tutela e la promozione del territorio.

Essenziale in tutto questo percorso di valorizzazione il coinvolgimento delle comunità locali. Verranno individuate soluzioni di fruizione avanzate, nel pieno rispetto delle peculiarità storiche, archeologiche e paesaggistiche di ogni contesto in modo da accrescere la consapevolezza del patrimonio comune, intendendo questi beni come parte integrante dell’eredità culturale del territorio nel più ampio quadro del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Nell’immagine il Parco dei Petroglifi di Cheremule.