Pinacoteca Nazionale di Sassari – Mostra Giuseppe Biasi e la malia dell’Antico Egitto
La Pinacoteca nazionale di Sassari ha sede nell’ex Collegio gesuitico Canopoleno, eretto all’inizio del Seicento nel cuore del centro storico, vicino agli edifici più significativi della città. Di architettura severa all’esterno, ma dotato all’interno di spazi ampi e di notevole bellezza, il museo è nato dall’esigenza di rendere fruibile il ricco patrimonio di opere d’arte pervenute allo Stato attraverso una serie di donazioni e lasciti di privati cittadini, a cominciare dalla cospicua eredità di Giovanni Antonio Sanna, imprenditore sassarese appassionato d’arte, che raccolse oltre 250 opere d’arte di epoche e scuole differenti.
Anche Giuseppe Tomè fu un prodigo mecenate: nato a Sassari nel 1890, fu un collezionista entusiasta e munifico. Il suo lascito, oltre a una preziosa tela di Pierre Subleyras (1731-32), offre l’opportunità di conoscere i maggiori maestri sardi del primo Novecento, il cui principale esponente – Giuseppe Biasi – è ulteriormente rappresentato dalla Collezione regionale Biasi, concessa in comodato alla Pinacoteca dalla Regione Sardegna. L’esposizione si sviluppa su tre piani e raggruppa oltre 400 opere, prevalentemente pittoriche, suddivise per tematiche, organizzate al loro interno in ordine cronologico, capaci di documentare la produzione di diverse scuole e di artisti italiani ed europei dal Medioevo alla fine del Novecento: l’arte contemporanea figura con i suoi più importanti rappresentanti isolani, Maria Lai, Costantino Nivola e Ausonio Tanda.
BREVE DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO
Tra il 1924 e il ’27 Giuseppe Biasi, il maggior pittore sardo del primo Novecento, soggiorna in Nord Africa, tra la Tripolitania e l’Egitto. Ad Alessandria d’Egitto, nel marzo 1926, l’artista espone alla Galleria Paul; nel ’27 sarà invitato al Salon del Cairo, formalmente organizzatosi solo in quegli anni grazie alla figura del Principe Yusuf Kamal, fondatore della Scuola di Belle Arti. Al Cairo l’artista scopre il Museo Egizio, diventando ‘pazzo’ (così scrive) per le opere lì esposte, cui inizia a ispirarsi.
Da questo soggiorno africano scaturiranno alcune delle opere più belle di Biasi.
La mostra si propone di presentare tele poco note, di fatto solitamente invisibili perché appartenenti a collezioni private e a enti bancari, con un approfondimento della ricerca che restituisca con maggior correttezza identificazione dei soggetti e datazione, insieme ad alcuni dei suoi capolavori del periodo africano, accompagnati da oggetti e reperti egizi o egittizzanti ritrovati in Sardegna e conservati nei musei di Sassari, Porto Torres, Nuoro e Cagliari; fondamentale la collaborazione con il Museo Egizio di Torino (cui appartiene una delle sculture raffigurate dal pittore in una tempera oggi di proprietà della Fondazione di Sardegna).
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